DISTURBI DELL'UMORE - Studio Di Psicologia Psicoterapia e Sessuologia

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DISTURBI DELL'UMORE

DISTURBI PSICHICI
In questa categoria si raccolgono quei disturbi la cui manifestazione clinica più importante è individuabile in una significativa alterazione del tono dell’umore.
Poiché una alterazione dell’umore è riscontrabile in moltissimi disturbi psicologici, la distinzione qui proposta riguarda la rilevanza clinica: si parla di disturbo dell’umore quando la sintomatologia si manifesta principalmente a livello del tono dell’umore.
Un secondo presupposto diagnostico riguarda la durata dello stato emotivo; si parla di umore per indicare uno stato emotivo tendenzialmente stabile nel tempo, di lunga durata. Secondo questa concezione, si distingue l’umore dalle emozioni in quanto più durevole, meno specifico, tendenzialmente meno intenso, e meno direttamente collegato agli eventi. In questo modo, ad esempio, possiamo distinguere la tristezza (emozione) dalla depressione (umore).
Un ulteriore presupposto di questa categoria diagnostica è di tipo teorico, e considera implicitamente l’umore come una variabile uni-dimensionale. Secondo questa visione, l’umore somiglia ad un’onda che può oscillare verso l’alto e verso il basso, scostandosi da un ipotetico punto di equilibrio. Le oscillazioni, che rappresentano altrettanti scostamenti dalla normalità, vanno verso l’euforia (l’alto) da una parte, e dall’altra verso la depressione (il basso).

Si distinguono tre tipi di disturbi dell’umore:

- i disturbi depressivi: sono caratterizzati da un orientamento dell’umore sul versante depressivo, con una serie di manifestazioni tipiche sulla base delle quali si possono distinguere diversi tipi di disturbi a sfondo depressivo;
- i disturbi bipolari: sono caratterizzati da una instabilità nel tono dell’umore, che tende ad oscillare alternando stati depressivi e stati cosiddetti maniacali;
- i disturbi dell’umore “secondari”: dove l’alterazione dell’umore è dovuta a condizioni mediche generali (CMG) o è indotta da sostanze.

I segni tipici degli stati depressivi sono molto vari e coinvolgono una serie di aspetti tra cui:

- gli stati d’animo: come ad esempio la tristezza, la disperazione, il senso di vuoto, l’irritabilità, improvvisi scoppi d’ira o di pianto;
- il funzionamento generale: manifestato nella perdita di interesse e di piacere verso le attività quotidiane, nel ritiro sociale, nel rallentamento o nell’agitazione motoria, nella mancanza di energie, nella ridotta capacità di concentrazione, nell’indecisione;
- il pensiero: che può essere pervaso sentimenti di auto-accusa (colpa) e di auto-svalutazione, da ricorrenti pensieri di morte e fantasie suicidarie;
- l’alimentazione e il peso: sia nel senso di un aumento dell’appetito e conseguentemente del peso, sia con perdita dell’appetito e conseguente diminuzione del peso;
- il sonno: sia nella quantità (insonnia oppure ipersonnia) sia nella qualità ad es. sonno discontinuo ed agitato, senso di stanchezza al risveglio.

Il termine “maniacale” invece si utilizza per indicare un tono dell’umore anormalmente e persistentemente elevato, espansivo, e irritabile.
Gli stati maniacali sono caratterizzati dai seguenti sintomi:

- senso di autostima ipertrofico, grandiosità;
- ridotto bisogno di sonno, insensibilità alla stanchezza;
- incremento nella loquacità;
- fuga delle idee o esperienza soggettiva che i pensieri si succedano rapidamente;
- attenzione labile, distraibilità;
- aumento dell’attività finalizzata (sociale, lavorativa, scolastica o sessuale) oppure agitazione psicomotoria;
- eccessivo coinvolgimento in attività ludiche che hanno un alto potenziale di conseguenze dannose (per es., eccessi nel comprare, comportamento sessuale sconveniente, investimenti in affari avventati).

 
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