DISTURBI FITTIZI - Studio Di Psicologia Psicoterapia e Sessuologia

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DISTURBI FITTIZI

DISTURBI PSICHICI
I disturbi fittizi sono "caratterizzati da sintomi fisici o psicologici che sono intenzionalmente prodotti o simulati... per assumere il ruolo di ammalato". In questi disturbi i pazienti producono intenzionalmente segni di disturbi medici o mentali e riferiscono in modo sbagliato la propria storia clinica e i sintomi relativi.
L'unico obiettivo evidente del comportamento è di farsi considerare malato, senza un incentivo esterno. Per molte persone, il ricovero stesso è l'obiettivo primario e spesso costituisce una modalità di vita. I disturbi hanno una caratteristica compulsiva, ma i comportamenti sono considerati volontari in quanto deliberati e diretti a uno scopo preciso, anche se non possono essere controllati.
La prevalenza dei disturbi fittizi è sconosciuta, benché si pensi che siano più comuni di quanto si ritenga generalmente. Sembrano manifestarsi più frequentemente fra i maschi e tra i soggetti che lavorano in ospedale o nel campo dell'assistenza sanitaria in genere. Uno studio ha riportato una frequenza del 9% di disturbi fittizi tra tutti i pazienti ricoverati in un ospedale; secondo un altro studio questi disturbi colpiscono meno del 3% di tutti i pazienti.
Le basi psicodinamiche dei disturbi fittizi sono poco note, perché è difficile ottenere la cooperazione di questi pazienti in un processo psicoterapeutico esplorativo. Essi possono affermare con insistenza che i loro sintomi sono fisici e, pertanto, che un trattamento a orientamento psicologico è inutile. Descrizioni aneddotiche di alcuni casi indicano che molti dei pazienti hanno sofferto nell'infanzia di violenze o deprivazioni, con conseguenti frequenti ricoveri in ospedale durante le fasi iniziali dello sviluppo. In tali circostanze il ricovero può essere considerato come una fuga da una situazione traumatica e il paziente può trovare una serie di persone che si occupano di lui con affetto ed interesse. Abitualmente l'anamnesi rivela che il paziente ha avvertito stabilmente uno oppure entrambi i genitori come figure che lo rifiutano, incapaci di costruire relazioni strette. Pertanto, il fac-simile della malattia reale è usato per ricreare il desiderato e positivo legame genitore-figlio.
I disturbi assumono la forma di una compulsione ripetitiva che ripete il conflitto di base della necessità e della ricerca di accettazione e di amore, pur nella convinzione che queste esigenze non saranno appagate. Di conseguenza, il paziente trasforma il medico e i membri del personale nei genitori che lo hanno respinto.
Alcuni pazienti possono, per il tramite del disturbo, tentare inconsapevolmente di controllare traumi passati o recenti relativi a una grave malattia medica o psichiatrica, o a un ricovero, assumendo il ruolo del paziente e rivivendo continuamente le esperienze dolorose attraverso ripetuti ricoveri.
Molti pazienti hanno una scarsa formazione dell'identità e un'immagine del sé disturbata, aspetti caratteristici di alcuni soggetti con disturbo borderline di personalità.

 
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